POMPE DI CALORE

Le pompe di calore sono macchine in grado di derivare calore da una sorgente a temperatura più bassa .

Sono essenzialmente composte da un circuito di tipo chiuso entro il quale viene compresso e fatto espandere un apposito fluido. 

Ad ogni compressione e ad ogni espansione (cioè ad ogni ciclo di lavoro) il fluido prende un po’ di calore dalla sorgente fredda e lo cede a quella calda.

Invertendo il ciclo di lavoro queste macchine possono essere utilizzate sia per riscaldare che per raffreddare.

L’efficienza di tali apparecchiature, è specificata dal rapporto tra la potenza elettrica assorbita e la potenza termica prodotta dalla stessa , e tale rapporto è principalmente condizionato dal salto termico fra sorgente fredda e fluido caldo.

Più piccolo e tale salto e maggiore è il valore di resa della pompa di calore.

Da quanto sopra è facile evincere che le pompe di calore tradizionali “aria/acqua” sono fortemente vantaggiose ed efficienti rispetto ai generatori tradizionali per la maggior parte del loro utilizzo nel corso dell’anno, dato che alle nostre latitudini la temperatura esterna scende sotto lo 0°C solo poche volte e per brevi periodi nel corso dell’anno.

In tali condizioni, mediamente per produrre 1 kW termico, è necessario un assorbimento di circa 0,3 kW elettrici, mentre  temperature esterne superiori il valore di energia elettrica per produrre lo stesso kW termico è sensibilmente inferiore (0,22:0,25kW).

Tale fenomeno, è presso che inesistente nel caso di utilizzo di PdC Geotermica, dato che il terreno o il bacino idraulico che costituisce la sorgente fredda in sostituzione all’aria della PdC tradizionale, è presso che insensibile alle perturbazioni atmosferiche esterne, almeno a certe profondità.